Recensioni




Al Teatro Telaio per il Festival della Danza Crossing, l'incrocio Oriente - Occidente

Un gran numero di strumenti a percussione, un contrabbasso, un'amplificazione non esagerata e una pedana vuota. Questa la base del «paesaggio indiano» proposto per iniziare lo spettacolo del Festival di Danza a Brescia, sabato sera al Teatro Telaio di via Calatafimi. Protagonisti di «Crossing», un lavoro che si richiama chiaramente all'incrocio fra varie culture, due musicisti e due danzatrici: Federico Sanesi impegnato a districarsi nella piccola folla dei suoi innumerevoli strumenti a percussione accuratamente disposti e Paolino della Porta al contrabbasso, mentre sulla pedana del Teatro Telaio, davanti a un pubblico che ne aveva occupato tutti i posti, danzavano Nuria Saa Grau e Marisa Moglia. Diciamo subito che l'«incrocio» evocato dal titolo dello spettacolo è risultato ben visibile e ancor meglio udibile, attraverso la colonna sonora della serata. Tra l'altro, affidare la linea melodica dei pezzi proposti non ad esempio a un sitar, ma a un occidentalissimo contrabbasso con archetto era già di per sè una scelta di vera e propria contaminazione fra culture musicali diverse con uno sguardo evidente rivolto al mondo del jazz. Anche se dall'altra parte, quella delle percussioni di Federico Sanesi, si è potuto notare in vari punti dello spettacolo, anche attraverso le tabla e i caratteristici, tipici gong, come si sia saputo riproporre un mondo musicale indiano in perfetta linea con l'antica tradizione musicale. Anche così lo spettacolo si è svolto in quadri la cui sostanza è riuscita perfettamente ad arrivare al pubblico: dai riti di purificazione con l'acqua lustrale alla preparazione degli incensi fino al lato più spettacolare, con alcune scene tratte dal teatro danza tipicamente indiano, corredato da tutti i suoi movimenti e anche dalle raffinate sfumature d'espressione nel volto delle due danzatrici. Per arrivare, con le due donne in scena con le valigie in mano, al tema del viaggio, del superamento delle frontiere nella fase finale della proposta. Sui bagagli delle due danzatrici spiccavano scritte contro ogni guerra, e pace chiedeva anche a pieni titoli la prima pagina di un giornale che le due donne stavano leggendo. Togliendo ogni dubbio al pubblico sulle personali convinzioni politiche e filosofiche dei due musicisti e dei due danzatori in scena. Un successo completo. l.f.

Crossing, incontro-scontro tra Oriente e Occidente
Inutile nasconderlo, non è un viaggio facile quello in scena, al Teatro Telaio, con "Crossing" per la terza serata dell'edizione 2004 del Festival di Danza Contemporanea.
Non lo è, a meno di non lasciare fuori dalla porta gli schemi di decodifica a cui ci ha abituati la cultura occidentale, di cui nostro malgrado siamo figli.
Occorre abbandonare il modo consueto di analizzare e abbandonarsi, invece, al ritmo di musiche e danze davvero dell'altro mondo. Solo così si possono gustare appieno i passi di Nuria Sala Grau, Maresa Moglia, i suoni delle percussioni di Federico Sanesi e del contrabbasso di Paolino Dalla Porta.
I loro sono intrecci di musiche, danze, atmosfere, immagini che spaziano dal classico, al moderno, dal jazz alla, soprattutto, musica e danza indiana. E' un racconto che si snoda da un uovo primordiale, anzi due, ironicamente rappresentati dalle custodie degli strumenti, da cui nascono due mondi. Due diverse visioni della vita, l'una frenetica e caotica, l'altra calma e spirituale. Due universi agli antipodi che riescono a trovare un punto di congiunzione solo nel gesto artistico. E' così che possiamo assistere a un classico assolo jazz del contrabbasso accompagnato dalle percussioni in perfetto ritmo indiano. E' così, anche, che l'assolutamente impronunciabile per noi Bharatanatyam (teatro-danza classico indiano) si fonde con la danza contemporanea. Eppure niente parrebbe cosa più impossibile. I ritmi musicali d'occidente e oriente non hanno praticamente nulla in comune e così la danza: l'una estremamente codificata e immutabile nella sua perfezione geometrica, l'altra dai gesti appena accennati e in continua evoluzione. E anche in questo sta la bravura dei quattro sulla scena, l'aver reso possibile questo magico incontro-scontro. Meglio l'Occidente? Meglio l'Oriente? A ognuno di voi la scelta; per quelli di "Crossing" non c'è dubbio alcuno: il loro cuore batte forte a Est.
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